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  • Carla Lega e la ceramica a lustro
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    Carla Lega e la ceramica a lustro

    IDENTIKIT:

    • Materiale preferito: "Mi piace il vetro, ma la mia passione è la ceramica."
    • Tecnica di lavorazione preferita: "Sono nata con i lustri e vado avanti con questo."
    • Creazione preferita: "Nessuna in particolare, il forno mi sorprende sempre."
    • Studio set up: "Attrezzatura standard del ceramista con l’aggiunta di forni modificati per fare dei fumaggi, la cosiddetta tecnica della riduzione che serve appunto per produrre i lustri."
    • Studio play list: "La radio, la prima cosa che faccio quando entro in studio è accenderla".

    Carla è nata a Faenza, da un papà ceramista che le ha insegnato il mestiere, ma con il quale ha anche sperimentato, raffinato tecniche, alla continua ricerca e scoperta di nuove forme, colori e risultati. E’ diventata Maestra della tecnica del lustro: una particolare tecnica decorativa che consente di ottenere delle sfumature cangianti o iridescenti attraverso degli smalti metallici. Del suo rapporto con la ceramica dice:

    “ La ceramica è la mia passione. Dopo 40 anni il forno riesce sempre a sorprendermi. Le varianti di colori e sfumature che ne emergono sono talmente tante che riesco sempre a vederci qualcosa di nuovo.”

    Il papà di Carla era un ceramista, ma non lo faceva di professione. Qualsiasi momento libero avesse, si dedicava a questa attività insieme alla figlia che fin dall’infanzia e mentre studiava ragioneria, ha imparato il mestiere di ceramista direttamente in laboratorio. Il momento in cui l’hobby di Carla è iniziato a diventare un impegno a tempo pieno e poi una professione, sembra legato ad un particolare momento in cui il papà si trovò in difficoltà per elaborare un ordine di piatti. Il ragazzo che l’aiutava in bottega lasciò con poco preavviso il lavoro per dedicarsi all’insegnamento e a quel punto Carla dimostrando competenza, pazienza e dedizione diventò a tutti gli effetti “la ragazza di bottega”.

    Ricorda con orgoglio la prima volta in cui il padre l’ha lasciata gestire il forno, che è per un ceramista il cuore pulsante del proprio laboratorio, ma anche un passaggio rischioso, soprattutto per la lavorazione dei lustri che richiede alte temperature e l’utilizzo di prodotti infiammabili.

    Parlare con Carla del suo mestiere di ceramista è una gioia perché quando parla di ceramica ne parla con trasporto ed emozione:

    “La ceramica per me è una passione. Se tu devi lavorare pensando che poi devi vendere quell’oggetto o altre cose non riuscirai mai a essere un ceramista. Ti devi far prendere dalla materia. Devi trovare la soddisfazione di fare qualcosa anche se i risultati sono piccoli. Le ore in laboratorio sono stancanti ma se lo fai divertendoti non ti rendi conto del lavoro e l’adrenalina che ti dà il forno è impagabile. Certo lavorare in proprio non è semplice, devi saper conciliare tante cose”.

     

     

    “Forse l’aspetto che trovo più faticosa è la vendita perché ormai vendere è diventato un mestiere. Quando sono in negozio tento di raccontare le mie creazioni ed è bello quando trovi delle persone che capiscono e si appassionano della ceramica. Dietro ad un pezzo è indescrivibile le ore che ci sono dietro. Quando ti chiedono: quante ore hai impiegato a farlo, come fai a conteggiarlo? Ci sono talmente tanti passaggi che è difficile da conteggiare, senza contare i momenti nella giornata in cui elabori le idee o pensi alle soluzioni”.

    Principalmente in solitario è la modalità con cui lavora Carla. Alcuni ragazzi sono stati per dei periodi in bottega ad imparare le tecniche, ma per il resto la sua idea di essere ceramista è un percorso univoco tra chi crea e la materia che usa.

    “Il mestiere del ceramista io lo faccio in una maniera solitaria perché hai bisogno di concentrazione e poi perché io sono una perfezionista e ho bisogno di sapere che le cose vengono realizzate in una determinata maniera. Infatti non so insegnare, perché le cose le devo fare io”.

    Carla è una sorta di alchimista. La base dei suoi lavori è molto solida e lineare, ma sono le migliaia di ore passate davanti al forno a sperimentare con i tempi, le componenti, gli ossidi, le dosi, che rendono i suoi oggetti unici. E’ la ceramica stessa, la sua lavorazione, le sue componenti che le sono d’ispirazione.

    “Sono nei momenti in cui sei ferma con le mani che pensi alla cosa che ti piacerebbe fare”

    come se la ceramica fosse una sorta di chiodo fisso per cui l’ispirazione è la ceramica stessa. Il suo è un virtuosismo. Da 10 anni Carla ha un negozio in centro a Faenza per la vendita diretta, al quale si dedica nel pomeriggio, perché il mattino lo trascorre in laboratorio. Inoltre partecipa a qualche fiera e manifestazione dedicata alla ceramica. Da un anno a questa parte ha iniziato a dedicarsi alla sua presenza online con una pagina Facebook e Instagram e mettendo in vendita alcune sue creazioni in Mantaris.

    “L’online ammetto che mi preoccupa soprattutto per la materia che tratto. La ceramica è un materiale più complesso da spedire. Però il mercato si è spostato anche lì ed è inutile non provarci. Il futuro è quello”.

    Carla non è l'unica a riflettere sul come riuscire a integrare nel lavoro quotidiano le possibilità offerte dal Web in tutte le sue mutevoli manifestazioni. Del resto la ceramica è una cosa fisica, che va toccata e soppesata. Il web invece è immagine e comunicazione. Due mondi diversi che stanno imparando a dialogare ed integrarsi con una certa difficoltà, ma come cosa necessaria e ricca di possibilità. Mantaris ci crede e ci prova.